Il B.zero1 nasce nel 1999 da una collaborazione con l'architetto Anish Kapoor — ed è un oggetto che pensa come un edificio prima ancora che come un gioiello. La struttura a spirale, con le scanalature che recano il marchio BVLGARI inciso in rilievo, è il risultato di una ricerca formale che parte dal Colosseo — la sua geometria circolare, la ripetizione del modulo, il modo in cui la struttura si regge su sé stessa.
È disponibile in oro giallo, oro bianco, oro rosa e ceramica — materiale che Bulgari ha introdotto nella gioielleria prima di quasi chiunque altro. Esiste in più larghezze: da un giro (one band) a tre giri (four band), con o senza pavé di diamanti sulla fascia centrale.
La variante con acciaio e ceramica nera è quella che più si è avvicinata a un pubblico più giovane, senza perdere la struttura del modello originale.
Il B.zero1 è un anello che si riconosce. Questo è il tipo di valore che non si spiega facilmente — ma si vede.
La collezione Bvlgari Bvlgari nasce negli anni Settanta con un principio formale semplice: incidere il nome del brand due volte, affiancato, sulla fascia. È un gesto che in quel decennio suonava provocatorio — oggi è la firma visiva più immediata del marchio.
Negli anelli, il doppio logotipo corre lungo tutta la circonferenza. La versione classica è in oro giallo, ma esiste in oro bianco con diamanti e in versioni con pietre colorate — ametista, turchese, corallo — che riprendono la tradizione cromatica degli anni Settanta e Ottanta.