La purezza racconta invece la genesi della pietra: le inclusioni naturali, tracce minuscole formatesi nel corso di milioni di anni, ne determinano la limpidezza, e quindi la luminosità finale.

Il peso in carati, un quinto di grammo per unità, segue una logica tutt'altro che lineare: un diamante più grande è proporzionalmente più raro, e dunque più prezioso, rispetto a due pietre più piccole che sommate ne eguaglino il peso.

Nella scelta della montatura, il solitario in oro bianco o oro giallo resta il riferimento più classico, capace di lasciare la pietra come unica protagonista.

Le incastonature con diamanti laterali, in alternativa, ne accentuano otticamente la dimensione al centro.

Anche la fede con diamanti si inserisce in questa stessa tradizione, spesso scelta come alternativa alla fascia liscia per matrimoni e anniversari.

Un diamante scelto con attenzione alle 4C racchiude, in pochi millimetri, l'equilibrio tra rarità naturale e capacità di restituire luce che ne fa un riferimento costante nella storia della gioielleria.

I consulenti Bartorelli possono guidare nella scelta della montatura più coerente con occasione e stile, oltre che nella futura scelta tra anello e collana con diamanti.

Siamo a disposizione in boutique e attraverso i canali digitali Bartorelli.

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